16/06/2018

Recensione a “Gli uomini ci spiegano cose che sappiamo già”

Nel numero di giugno della rivista Syndicom, è uscita una bella recensione del nostro romanzo scritto da Mariavittoria Antico Gallina. Grazie mille a Valeria Camia per l’attenta analisi. Cliccate sull’immagine per leggere la recensione.

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12/01/2018

Gli uomini ci spiegano cose che sappiamo già

Ecco a voi l’ultimo arrivato in casa Ericlea! Un romanzo spumeggiante, ma anche un testo che fa riflettere e che ci ricorda, per fare un esempio tra i molti,  che i femminicidi in Italia dal 2000 al 2011 sono stati 2061. E nel 2016, sempre in Italia,  in media è stata uccisa una donna ogni tre giorni. Una raccolta di spunti di riflessione, di fatti più o meno noti sulle diseguaglianze che ancora regnano nella vita quotidiana delle donne di tutto il mondo.

Un libro gustoso e dispensatore di sorrisi, ma anche un’ottima proposta per una riflessione sull’essere donna (per le donne) …ma non solo per le donne!
Scritto dalla Professoressa e scrittrice di successo, Mariavittoria Antico Gallina, questo racconto è un moderno e ironico colpo d’occhio su quegli straordinari eventi del quotidiano famigliare che talvolta ci appaiono così lontani, ma con cui in realtà condividiamo ogni giorno le nostre vite.

L’opera è introdotta dalla prefazione della Dottoressa Patrizia Speroni: psicologa e psicoterapeuta, svolge attività di formazione e di consulenza presso associazioni e cooperative che operano in ambito socio educativo, sanitario e assistenziale. Collabora con una équipe di Cure Palliative domiciliari ed è consulente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

DAL RISVOLTO DI COPERTINA: Il libro di Mariavittoria Antico Gallina si basa su un pensiero semplice e illuminante: le donne fanno tutto quello che fanno gli uomini, ma lo fanno un passo indietro… e sui tacchi! Il frizzante racconto di reali vicende quotidiane è utilizzato dall’Autrice per portare all’attenzione delle lettrici – e dei lettori volonterosi di meglio capire il mondo femminile –  il diverso modo che hanno le donne di pensare, di parlare, di amare. Con lo stile vivace che lo caratterizza, il libro ci presenta una condizione femminile tanto discriminante quanto diffusa e legittimata, di cui non si può che sorridere in modo grottesco. “Il marito di Costanza sembra il mio!” verrà da dire alla lettrice. A fare da sfondo al racconto vi è la realtà che le donne italiane sono sempre e ancora in attesa di parità, di trovare spazi di occupazione, di crescita professionale, di avere potere e ruoli decisionali nelle imprese, in politica, nella scienza: insomma di vedere finalmente riconosciuta nei fatti quella parità che la carta dichiara da tempo.

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12/01/2018

Intervista a Mariavittoria Antico Gallina

Sara Gambirasio e la Prof. Antico Gallina discutono gli ultimi dettagli dell’intervista…

Vi proponiamo di seguito la piacevolissima intervista che l’autrice del nostro libro “Gli uomini ci spiegano cose che sappiamo giàMariavittoria Antico Gallina, ci ha gentilmente rilasciato, per far conoscere al pubblico il suo libro, ma soprattutto un pezzo di se stessa!

Provi a dare una definizione “secca” del suo libro.
Una definizione secca! Potrebbe identificarsi con un titolo: “Ancora di salvezza”, “Stringimi la mano”, “Non sei sola”. Il libro vuole proporsi come ascolto, come sostegno consolatorio e anche come chiave di lettura, attraverso ironia e sarcasmo, per alzare la testa oppure per vivere la consapevolezza di amori tanto generosi da portare a confondere la percezione di sé con lo strumento di un dono senza condizioni.
Ho inteso comunque anche condurre attraverso battute e sorrisi, a qualche riflessione, perché forse solo o soprattutto attraverso l’ironia è più facile per il lettore recepire il controsenso di talune vicende, private e pubbliche, di quotidiana amministrazione come il manchevole riconoscimento del principio di uguaglianza.

(Cosa possono fare due donne, due amiche di lunga data, costrette ad aspettare l’arrivo del meccanico…e delle loro dolci metà… se non “scaldarsi” con un’abbondante dose di chiacchiere? Sarà questa l’alibi che le porterà a riscoprirsi e ad esplorarsi vicendevolmente, sulla scia di una salubre ventata di ironia e sarcasmo, ma anche di immancabile acuta sensibilità che solo le donne, nel bene o nel male, sono in grado di lasciar emergere).

Un libro che ruota tutt’attorno al mondo femminile. Scritto da una donna (come forse solo una donna che, come lei, è moglie, madre, nonna, amica, una professionista affermata e dalle mille sfaccettature, poteva concepire) per le donne (ma non solo): qual è il suo messaggio per le lettrici? (Più volte, infatti, si rivolge al suo pubblico attraverso la voce della protagonista narratrice).
L’apertura verso l’ipotetico lettore mi ha sempre coinvolto ed è una caratteristica del mio stile: mi piace pensare di parlare ad alta voce con un mio interlocutore, tanto che durante la scrittura ho frequentemente la sensazione di recitare davanti al mio lettore la parte che sto scrivendo. E’ bellissimo, credimi! Il lavoro della scrittura mi ha sempre fatto grandi doni: questo è uno dei tanti.
Il mio intento è e resta quello di aprirmi verso la protagonista – che poi è lo stesso che dire ‘le lettrici, tutte ugualmente protagoniste’ – per instaurare proprio il dialogo diretto e per attivare quell’ascolto che mi risulta facile e facilitato dalla vena sarcastica che mi permette di spogliare le vicende che osservo degli inutili orpelli e che arriva al succo delle questioni.
E la donna ha così spesso bisogno di ascolto, di partecipazione!. Lo dice già la Prefatrice e con cognizione di causa, visto che è una psicologa.

Come le è nata l’idea di scrivere un libro di questo tipo? Ci racconti un po’ la genesi.
E’ una sorta di “amusement” che mi è preso altre volte, quando, ad esempio, ho scritto per il primo compleanno del mio primo nipotino “Dalla parte delle mamme. Pensieri della buonanotte per madri stressate”, sulla eco del noto “Dalla parte delle bambine”.
Dedicato ai genitori in genere e soprattutto alle mamme, alle loro corse giornaliere al servizio di neonato, bimbo, adolescente, marito, ai momenti di alienazione dai quali ci si può riprendere parlando con una amica oppure scrivendo o ironizzando. Il racconto era meno forte, più ridanciano, più leggero rispetto a questo nuovo libro, che nuovissimo non è, visto che i primi episodi risalgono nel tempo.
Devo ammettere che il ‘là’ mi è stato offerto proprio dai miei familiari attraverso qualche situazione davvero ridicola, se vista in contrapposizione alla serietà di comportamento dei protagonisti.
Il racconto – ma potrei dire la cronistoria dei rapporti familiari – si è dipanato proprio in itinere,un itinerario di alcuni anni durante i quali ho osservato, raccolto appunti, ascoltato, trascritto, considerato e riflettuto, e poi limato, enfatizzato, talora‘caricato’ situazioni che mi si proponevano anche casualmente, da parte di amici, conoscenti, estranei. Mi è piaciuto, anche per diversificare e spezzare la storia raccontata, ripercorrere e fissare qualche punto della plurisecolare vicenda delle donne, una vicenda che è lungi dalla sua conclusione.

E di lei, Mariavittoria Antico Gallina, cosa c’è nel testo? Più il contenuto o lo spirito?
Direi entrambi, anche se non si tratta di una autobiografia. Non è la storia della mia vita privata -per quanto qualche aneddoto mi appartenga -ma la storia della vita comune, quella di tanti se non di tutti. E’ inevitabilmente autobiografico nel senso che la scrittura riflette quel bagaglio di esperienze e di sentimenti che costruisce la persona; è autobiografico nel senso che la capacità di rileggere gli eventi con ironia e di raccontarli, ad amici e parenti, quasi come una esilarante commedia ha sempre fatto parte di me e mi accompagna tuttora.
Chissà! Per sdrammatizzare, per tollerare, per superare …ma anche perché in una infinità di casi la disuguaglianza, l’ingiustizia, la scorrettezza, il mancato rispetto, rasentano tanto l’assurdo da diventare un ‘non sense’, come lo sono certe filastrocche, o scenette a tal punto sconcertanti da suscitare insieme al compatimento verso l’imperturbabile maschio un amaro, sarcastico sorriso di fronte a certe ‘irrecuperabilità’, a certe ‘ arretratezze’ e all’incapacità di comprendere quanto gli uomini perdano della vita!.
Tengo a rimarcare che, come ho scritto alla conclusione del libro, autobiografica è la descrizione direi ‘sensoriale’ di quella mia campagna che tra infanzia e adolescenza ha formato la mia personalità più di quanto non sia stato fatto, paradossalmente, dai miei genitori. Questa nota completamente ‘mia’ è volontariamente rimarcata da quel gioco di specchi per cui la protagonista, Costanza, racconta la stessa campagna, con le stesse modalità descrittive.
Che Costanza sia la narratrice?  Che la narratrice soffra di uno …sdoppiamento di personalità? Ma ha poi importanza? Più importante credo sia, specie in questo nostro tempo storico, così duro, scarno e depauperato di tanti valori, riconsiderare il trascurato: la bellezza della natura e delle proprie esperienze sensoriali. Non si pagano…sono gratuite.

La dedica a suo marito è davvero toccante e sprigiona il fortissimo e palpabile sentimento che vi lega. Ma al di là dell’amore della sua vita, c’è qualcuno, magari proprio una donna, a cui vorrebbe rivolgere e  – se potesse – far proprio recapitare la sua opera? E se sì, perché?
Voglio puntualizzare che “il palpabile sentimento”, come hai scritto tu, ‘ci lega’, è indistrutto e indistruttibile. Ci facciamo compagnia, siamo insieme!
Detto ciò, non ho una precisa referente: le referenti sono le donne e, possibilmente, anche gli uomini, per quanto oggettivamente faccia un po’ fatica a immaginare un uomo che legga questo libro e soprattutto che lo legga fino in fondo e che, magari, lo capisca anche!

Si è ispirata, invece, a qualche personaggio femminile in particolare? Magari anche della letteratura…
No, non ho tratto ispirazione da alcun personaggio particolare: mi sono ispirata alla vita che ci circonda e che ha espresso attraverso la letteratura una infinità di figure feminili dalla condizione analoga. In realtà, possiamo verificare che cambiano le mode, gli stili, la lingua, ma nella lunghissima durata del disorientamento sociale, la contrapposizione di genere non muta se non nelle tinte, più o meno forti. Io mi sono soffermata a osservare, considerare e registrare episodi e situazioni in cui la protagonista è la donna.

E a tal proposito, visto che di “fogli e parole” stiamo trattando, qual è la sua “educazione letteraria” (non scolastica, ma da bibliofila)?
Il tempo della libera lettura – o della lettura di libera scelta – è sempre stato per me limitato e condizionato fortemente dalla mia professione, che di necessità mi ha indirizzato e continua a indirizzarmi verso contenuti mirati, tecnici,legati alle tematiche del mio Insegnamento, della ricerca scientifica che continuo a svolgere. Non amo poi quella letteratura contemporanea di eccessiva fantasia e costruzione, cui preferisco scritti fondati sulla documentazione, inchieste, descrizioni di diversificazioni culturali. Non amo quella letteratura infarcita di episodi di violenza, su donne, su bambini: pare quasi che se non si infila un episodio di pedofilia o simili si sia oggi convinti di un calo nelle vendite di un  libro!
Nelle letture ruoto comunque sempre intorno alla donna, dall’antichità, al medioevo, ad oggi, ai caratteri delle società di appartenenza, alle relazioni interpersonali. Da qui nasce anche l’interesse per la sociologia e per l’aspetto urbanistico, che è uno delle espressioni più evidenti di ruoli, funzioni e caratteri delle comunità. Nasce anche l’interesse verso la dimensione religiosa, che travalica il limite dell’essere terreno e si spinge verso le ricchezze della spiritualità.

Secondo lei, la letteratura è ancora in grado di far breccia nella sensibilità umana, anche in quella non troppo avvezza ai libri?
Assolutamente sì: basta che la si… voglia incontrare. Un aiuto penso sia la lettura in pubblico, una modalità oggi frequente presso circoli, biblioteche, librerie, caffè letterari, che vivacizza e stimola al confronto.

Il suo libro viene distribuito anche in formato ebook: cosa ne pensa di questa nuova tecnologia? Sulla base di quello che – so per certo – ha scrutato, scoperto e valutato in prima persona anche negli ultimi periodi in cui ha visto “concretamente” venire alla luce il suo testo-digitale, crede che il futuro dei lettori sia agevolato se indirizzato su questa via? Rifletta ad alta voce con noi!
Mi riallaccio alla risposta precedente. La modalità ebook, semplificando l’approccio al libro – e anche al suo acquisto, dal momento che non costano poco per quanto distribuiti anche nei supermercati! – , attrae un maggior pubblico e avvicina a una lettura più sciolta, fattibile ovunque con minor problemi. Certo, permane il fascino del cartaceo, della sua corporeità, dal profumo della carta stampata alla grafica o alla preziosità di talune copertine, alle pagine bianche che credo rappresentino una mia peculiarità e che avrei inserito in una versione cartacea, così come ho già fatto per altri libri. Almeno per ora, il formato ebook limita in questo senso l’entrata diretta del lettore nel testo, sicché possa quasi colloquiare con il narratore-autore.

Domanda pseudo-provocatoria: che cosa è per lei il femminismo? Ha ancora ragion d’essere? Lei si sente una femminista?
E’ proprio provocatoria. Non sono femminista se le femministe negano l’esistenza di una differenza femminile, tentando così di ridurre la condizione marginale della donna nelle società che continuano a essere maschiliste, senza considerare che, come scriveva Sylviane Agacinski, “ciò che fonda la parità è l’universale dualità del genere umano”. E’ questa che diventa fonte di significato. Ecco, quel tipo di femminismo non mi si confà più, perché la differenza spinge ciascuno alla coesistenza con l’altro, alla collaborazione e alla vera integrazione senza competitività o conflitto, e al convincimento che nessuno, e tantomeno l’uomo, possa rappresentare la perfezione dell’”essere”.
Penso che purtroppo ci sia ancora tanto da lavorare: dalla mentalità maschile al  recupero e alla trasmissione di valori credibili, praticati in seno alla famiglia, che, come è stato scritto, è il “luogo di promozione della responsabilità”. Bisogna ‘investire’ di più e diversamente sui nostri figli, anche con l’aiuto delle istituzioni, e può essere che un giorno venga davvero alla luce la parità.

C’è qualche domanda che vorrebbe che le si fosse rivolta e che non le ho ancora fatto?… La prego, parli liberamente…!
Se mi si chiedesse se ho in cantiere altro, risponderei che attualmente nel cassetto ho racconti brevi, alcuni melanconici e d’introspezione, ma più spesso con quel taglio ironico che evidentemente mi è congeniale e mi diverte.
Un mio desiderio invece è quello di conoscere le reazioni delle lettrici: se oltre al divertimento, hanno tratto qualche giovamento, qualche suggerimento; se sono state capaci di coinvolgere i mariti, i compagni – e come hanno reagito – ; se i figli sono riusciti a leggere qualche pagina e se le donne, mie lettrici, sono riuscite a fare proprio questo libro iniziando a scrivere la loro quotidianità e a riflettere.

Per concludere: vuole fare una augurio speciale (e non banale! Lei è tutto meno che una persona scontata!) alle donne e uno, altrettanto unico, agli uomini?
Da cattiva potrei dire agli uomini: rassegnatevi…non ce la farete mai a raggiungerci. Usate le maniere forti per stare avanti a noi, ma in realtà siete sempre dietro di noi!
Anche alle donne, però, dovrei dire: rassegnatevi! Loro sono così e dubito possano cambiare. Ce l’hanno nel DNA quell’impulso all’autoaffermazione più o meno violenta. Cerchiamo noi donne, viste le capacità innate, di opporre difesa, magari con corsi di Karate e, nei casi meno gravi, buttando verso l’ironia le numerose manchevolezze di uomini della cui debolezza siamo pienamente coscienti : possiamo allora decidere di amarli, ma senza diventarne madri o, peggio ancora, succubi.
Un ultimo augurio che vorrei trasmettere è lo stimolo verso la scrittura, quale che sia: sgrammaticata o forbita, strutturata o scomposta, casuale, purché si scriva. E’ la magia che ci aiuta a guardarci dentro e fuori, a sentirci consapevoli di noi stessi, a definire chi noi esattamente siamo e cosa effettivamente vogliamo.

Ringraziamo davvero di cuore Mariavittoria, persona davvero squisita, anche oltre la cattedra universitaria e che – permettetemi l’appunto personale – ho veramente imparato a stimare ed apprezzare ancora di più in questo ultimo periodo. Una donna di cuore a cui auguro di non perdere mai l’entusiasmo e la voglia di smuovere il suo mondo. Che riesca a sorridere sempre e che insegni ancora le sue molteplici passioni a chi avrà la fortuna di viverle accanto. Per gli anni tra un’aula fredda e il laboratorio di archeologia, per le chiacchierate al 4° piano, per le lunghe email e per tutto il resto…grazie Prof.

Sara Gambirasio


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12/01/2018

Recensione a GLI UOMINI CI SPIEGANO COSE CHE SAPPIAMO GIÀ di Mariavittoria Antico Gallina

Vi proponiamo la recensione che Sara Gambirasio ha esteso del libro di Mariavittoria Antico Gallina.  Nelle parole di Sara: “un libro a cui sono piuttosto legata per svariati motivi, ma… non vi voglio svelare niente! Che la lettura di queste poche righe vi avvolga e vi lasci, almeno in parte, le stesse emozioni che il libro ha donato a me…”

Premetto: sono una donna e come tale penso, parlo e quindi scrivo.
Perciò se qualcuno di voi troverà la mia recensione “di parte”, se ne faccia una ragione… e continui a leggere!
Chi di voi non ha un’amica, o non conosce una gentil donzella, un po’ chiacchierona, un filo egocentrica, all’apparenza del tutto sprovvista di un apparato uditivo bidirezionale, una di quelle magistralmente capaci di allestire un dramma teatrale pieno di pathos e accenti strategici, sulla base di piccole e “normali” vicende della quotidianità famigliare?Chi di voi – ammettetelo soprattutto a voi stessi – non ha provato, almeno per una frazione di secondo, l’irrefrenabile impulso di afferrare il primo oggetto contundente che si può trovare in un’auto in cui, per l’assurdità della situazione, vi potreste trovare costretti a stare per ore con la suddetta amica, e di volerne testare impropriamente la solidità sulla di lei testolina, in attesa dei soccorsi (forse non solo meccanici), non essendo neppure saggio meditare una fuga, considerando la gelida serata esterna?

Tuttavia, il calore dell’affetto e dell’amicizia arretrerebbe il vostro braccio, o quanto meno, vi porterebbe ad avvolgere in un confortante stretta la Costanza di turno (così si chiama la protagonista “parlante” del libro), perché in fondo noi siamo esattamente come lei; magari con i pezzi montati al contrario, magari con un’esuberanza più tacita ed intima, magari con maggiori capacità d’ascolto, ma con la cieca consapevolezza di ciò che in realtà sta accadendo nel nostro micromondo…e perché semplicemente le vogliamo bene.

Noi donne siamo creature friabilmente rocciose: prendiamo colpi su colpi a volte, piangiamo, urliamo, oppure facciamo detonare bombe nell’anfratto più profondo dell’anima, eppure, anche se all’apparenza non si scalfiamo (del resto – confessione n° 2 – abbiamo sempre nella borsetta fard e mascara d’emergenza per camuffare un quarto d’ora di lacrime!), lentamente perdiamo schegge qua e là.
Abbiamo estremo bisogno di voi, uomini!
…Di una spalla larga, di una parola gentile, di una frase romantica creata ad hoc (ma verosimile, vi supplichiamo!), di una sorpresa non artefatta, ma allo stesso tempo da film hollywoodiano, di chi ci porta fuori il cane anche con una temperatura antartica, di chi ci porta a far shopping il primo sabato mattina di saldi alle 10,30, di chi solleva mobili e scatoloni aspettando biblicamente che noi si decida l’angolo perfetto, quello su cui batte il sole non troppo, ma neanche troppo poco, di qualcuno che risolva quel fastidiosissimo blackout da sovraccarico energetico…o di qualcuno – come nel caso del nostro ameno libretto – che vada a cercare un carro-attrezzi nella fredda e buia notte di un paesaggio di montagna.

Con queste “femminilmente” logorroiche poche righe, ho voluto semplicemente stuzzicare la vostra curiosità, caro pubblico, lasciandovi appena odorare gli ingredienti di una saporita e gradevole ricetta: narrazione sciolta, ritmo vivace, ottimo equilibrio di freschezza ed impegno, il tutto condito da uno stile raffinato anche nella sua sfumatura umoristica.
Originale anche la scelta di condurre la prosa inframmezzandola con frammenti di poesie, versi sparuti, branetti anche seri e di svariata estrazione, così come pregevole, a mio dire, la sezione informativa sulla realtà “Donna” nella storia passata e presente, che conclude l’opera.

L’autrice coinvolge, volenti o nolenti, ci fa gironzolare più o meno in punta di piedi nel suo mondo, lasciandoci scegliere se e come intervenire, offrendoci la possibilità di riflettere e sorridere con noi stessi e di noi stessi.

Sara Gambirasio

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31/08/2015

Il Viaggio dell’Eroe di Paul Rebillot con Melissa Kay

il viaggio dell'eroe copertina e alette def.2015La Casa editrice Ericlea è fiera di presentare IL VIAGGIO DELL’EROE di Paul Rebillot con Melissa Kay. Dopo essere stato tradotto in francese e in tedesco, IL BESTSELLER AMERICANO È FINALMENTE A DISPOSIZIONE DEI LETTORI ITALIANI in una pregevole edizione curata dal Dr. Phil. Andreas Barella.

Dal risvolto di copertina: “Vi è già capitato di sentire il richiamo dell’avventura, quella voce che dal profondo dei vostri sogni sussurra che nella vostra esistenza ci potrebbe essere più ricchezza spirituale e bellezza di quella che state vivendo ora? Se la risposta è sì, il libro che tenete tra le mani è quello che fa per voi, e vi offre la possibilità di rispondere con entusiasmo a questo richiamo. Preparatevi a diventare l’Eroe che avete sempre sognato di essere. Banchettate festosi assieme ad altri Eroi. Scoprite il vostro Spirito Guida. Proclamate al mondo la vostra missione eroica.

Dal 1973 quando Paul Rebillot ha presentato “Il Viaggio dell’Eroe” a Esalen in California, il seminario ha affascinato migliaia di persone in tutto il mondo. In questo libro trovate, per la prima volta in italiano, la descrizione puntuale e passo dopo passo di questo straordinario viaggio, deliziosamente architettato e affinato da Paul Rebillot nel corso di 40 anni di sapiente lavoro.

Influenzato dai suoi approfondimenti della terapia della Gestalt, già attore professionista e regista, e grazie alla sua collaborazione con Joseph Campbell, Paul Rebillot ha creato un dinamico e moderno rito di passaggio per tutte le persone che si trovano ad affrontare un momento difficile o una fase di transizione nella propria vita personale o lavorativa.

Preparatevi a partire anche voi. Il Viaggio dell’Eroe vi aspetta con un ricchissimo bagaglio di esperienze diverse: meditazioni guidate, messe in scena rituali, danze, lavoro psico-corporeo, disegno, attività di gruppo, pratica gestalitica per ricercare la via eroica nella vostra vita quotidiana.”

Biografia di Paul Rebillot
Presentazione radiofonica del volume da parte del curatore della versione italiana,  Dr. Andreas Barella. Si tratta della puntata dell’11 maggio 2015 di Millevoci della Radio della Svizzera italiana, RETE UNO, condotta da Sarah Tognola. Buon ascolto!
La recensione de “L’Informatore” del 21 maggio 2015.

ISBN 978-88-96975-09-1, 17X24 cm, 288 pagine, Prefazione di Stanislav Grof

24 Chf – 20 €

ATTENZIONE: IL LIBRO È DISPONIBILE SOLO PRESSO DI NOI. ALTRI RIVENDITORI ONLINE NON VE LO FORNIRANNO. In Svizzera puoi ordinare il libro contro fattura scrivendoci a info@ericlea-editrice.com. Per gli altri paesi puoi pagare tramite paypal o carta di credito cliccando sul bottone appropriato sottostante.  IN ITALIA SPEDIAMO I VOLUMI PER RACCOMANDATA E SENZA SPESE POSTALI.  Se desideri più di due volumi, contattaci all’indirizzo info@ericlea-editrice.com per i dettagli sugli sconti. 

Disponibile come E-Book. Scaricalo qui e comincia a leggerlo tra meno di un minuto.


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